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E’ legge: i sacchetti bio possono essere di un solo tipo

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Il Senato ha definitivamente convertito in legge, con modificazioni, il decreto-legge 25 gennaio 2012, n. 2, recante misure straordinarie e urgenti in materia ambientale (ddl n. 3111-B). Il provvedimento stabilisce fra l’altro che gli “shopper” commercializzabili in Italia debbano essere:

1. biodegradabili e compostabili conformi alla EN 13432;

2. riutilizzabili di spessore superiore a 100 micron per usi non alimentari e 200 micron per gli usi alimentari, se con maniglia esterna alla dimensione utile del sacco;

3. riutilizzabili di spessore superiore a 60 micron per usi non alimentari e 100 micron per usi alimentari se con maniglia interna alla dimensione utile del sacco (c.d. sacchi a fagiolo).

“Accogliamo con soddisfazione questo esito il quale sancisce che la biodegradabilità e compostabilità sono solo quelle conformi alla norma EN 13432, spazzando così il campo da qualsiasi tentativo volto a non rispettare la norma, a non informare adeguatamente i consumatori e a continuare a diffondere modelli ambientalmente non sostenibili”, ha dichiarato Marco Versari, Presidente di Assobioplastiche.

Il percorso che ha portato alla nuova normativa sui sacchetti della spesa, che si allinea a quella europea, è stato lungo e complesso. Un ordine del giorno proposto dalla Lega Nord ,e approvato poco prima della votazione del testo alla Camera, infatti, ha messo di nuovo in discussione la normativa. L’odg in questione impegna il governo Monti ad emanare, entro il 31 dicembre 2011, un nuovo decreto che consentirebbe la commercializzazione di sacchi monouso “realizzati con qualunque altro materiale purché biodegradabile” oltre quelli conformi alla norma UNI EN 13432.

Lo stesso testo approvato dalla Camera, e confermato dal Senatprocrastina il termine per l’entrata in vigore delle sanzioni per chi non si adegua alla nuova legge: ora c’è tempo fino al 31 dicembre 2013.

Carta di Identità del sacchetto biodegradabile

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L’analisi del ciclo di vita è essenziale per verificare la performance ambientale di un prodotto immesso nel mercato. Di seguito, la “Carta d’identità del sacco per asporto merci” descrive l’impatto ambientale del prodotto in Mater-Bi e ne illustra i benefici nei diversi scenari d’impiego. 

Leggi il documento: Carta d’identità del sacco per asporto merci.pdf

Mater-Bi, primo materiale certificato “compostabile”

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A Mater-Bi un altro riconoscimento di qualità. Lo ha assegnato il CIC, il Consorzio Italiano Compostatori ai sacchetti per la raccolta differenziata dell’organico.

Un’altra certificazione va così ad aggiungersi al panel di riconoscimenti nazionali e internazionali che da sempre caratterizzano il Mater-Bi®, famiglia di bioplastiche contenenti risorse rinnovabili di origine agricola, completamente biodegradabili e compostabili. I sacchi e gli shopper in Mater-Bi® sono infatti i primi in Italia a “fregiarsi” del marchio “CIC”. Assegnato dal Consorzio Italiano Compostatori, questo “titolo” è rilasciato ai manufatti che si decompongono nel corso del processo di compostaggio, secondo lo standard europeo UNI EN 13432 del 2002.

Secondo questa norma un prodotto per essere definito compostabile deve essere biodegradabile e disintegrabile in tempi brevi, ossia deve essere trasformato dai microrganismi in acqua, anidride carbonica e fertile compost.

Infine, deve risultare compatibile con un processo di compostaggio, cioè non deve rilasciare sostanze pericolose e non deve alterare la qualità del compost prodotto. Dopo aver sottoposto i manufatti realizzati dalle aziende ad un esame accurato, che ne accerti anche la disintegrazione su scala reale, Certiquality, Ente certificatore accreditato dal SINCERT, esegue le verifiche analitiche sui singoli prodotti e comunica al CIC l’esito delle prove. Se positivo il CIC assegna all’azienda la licenza d’uso del Marchio “Compostabile CIC” applicando sui prodotti industriali i criteri di compostabilità previsti dallo standard europeo UNI EN 13432 del 2002.

“E’ un importante passo per il consolidamento di una filiera di qualità nel campo della raccolta differenziata – sottolinea l’amministratore delegato di Novamont, Catia Bastioli -, dalla logica della collaborazione tra gli stakeholders che operano in questo settore può nascere un’economia di sistema che guarda all’innovazione di prodotto e a standard di qualità elevati con l’obiettivo di offrire soluzioni realmente a basso impatto. Sono particolarmente lieta di rappresentare una delle prime aziende ad aver concluso l’iter di certificazione messo a punto dal CIC, e auspico che questo sia solo il primo passo di un percorso che possa rendere la filiera della raccolta differenziata della frazione organica e il compostaggio sempre più competitiva”.

“Siamo molto soddisfatti di aver completato il primo iter per il rilascio della certificazione CIC Compostabile che rappresenta un importante step per lo sviluppo dell’intero settore in Italia – sottolinea il Presidente del Consorzio Italiano Compostattori, Leonardo Ghermandi – dal punto di vista strategico lo sviluppo di raccolte differenziate della frazione organica poggia anche sulla costruzione di un sistema di certificazione e qualità dei materiali in ingresso e in uscita dal sistema del compostaggio, che negli ultimi anni ha dimostrato di essere stato in grado di costruire un’intera filiera industriale efficiente ed efficace sul piano economico e ambientale”.

Tutti i gradi di Mater-Bi® sul mercato sono certificati biodegradabili e compostabili secondo norme internazionali e nazionali (EN13432, ASTM 6400, UNI 10785, EN14995) da parte di enti accreditati quali Vinçotte (OK Compost) DIN-CERTCO (Kompostierbar), IIP (Istituto Italiano Plastici), BPS (Biodegradable Plastic Society, Giappone) e BPI (Biodegradable Products Institute, Usa).

La certificazione “OK Compost Home” garantisce la completa biodegradazione in compostiere domestiche a tecnologia semplice di alcuni film di Mater-Bi®, mentre “OK Biodegradabile SOIL” certifica che i gradi di Mater-Bi® per pacciamatura biodegradano nel suolo. Anche AIAB (membro IFOAM) e DEBIO hanno attestato che i teli per pacciamatura in Mater-Bi® sono idonei per l’agricoltura biologica. I sacchetti compostabili in Mater-Bi® permettono una progressiva riduzione del peso dei rifiuti grazie alla perdita di vapore acqueo mediante traspirazione, in conformità allo standard UNI 11185.

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