Agenda 2030, verso un nuovo modello di sviluppo che vada oltre il Pil

Agenda 2030, verso un nuovo modello di sviluppo che vada oltre il Pil

Roma, 5 mag. (AdnKronos) – Con l’approvazione dell’Agenda 2030 dell’Onu, approvata dall’Assemblea Generale, tutti i Paesi del mondo dovranno applicare in concreto i 17 obiettivi di Sviluppo sostenibile in essa contenuti. Di fatto si avvia un processo che condurrà ad un nuovo modello di sviluppo che vada oltre il Pil, evitando cioè di basarsi unicamente su una crescita quantitativa e che punti sul rispetto e la tutela del capitale naturale del Pianeta. Se n’è parlato nella Aurelio Peccei Lecture 2016 organizzata dal Wwf in collaborazione con il Club di Roma, in partnership con UniCredit, e che si inserisce nelle attività celebrative dedicate al 50° anno di attività di Wwf in Italia.

La lezione tenuta da Enrico Giovannini, membro del Comitato scientifico del Wwf Italia, professore di Statistica Economica all’Università Tor Vergata di Roma e portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), si è concentrata sul tema dell’applicazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. „Come riconosciuto dai leader di tutto il mondo la questione dello sviluppo sostenibile non riguarda solo le generazioni future ma riguarda noi, oggi, e l’Italia deve e può fare la sua parte per superare le gravi problematiche ambientali, sociali ed economiche che preoccupano così tanto i cittadini“, dice Giovannini.

„Per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile è urgente un cambiamento culturale straordinario, cambiamento che non può avvenire senza un forte coinvolgimento della società civile e delle opinioni pubbliche nazionali – afferma Donatella Bianchi, presidente del Wwf Italia – Vorremmo che venga posta un’attenzione sistematica sulle tematiche dello sviluppo sostenibile così come definito dalla nuova Agenda Globale, superando gli stereotipi e le logiche settoriali“.

Nel corso della Lecture Donatella Bianchi ha consegnato alcuni dei Panda d’Oro assegnati, per il 50esimo anniversario, alle figure che più si sono spese per la sostenibilità e la difesa dell’ambiente nel mondo della società civile, delle istituzioni ed economico.

Oggi hanno ricevuto il riconoscimento del Wwf Catia Bastioli, amministratore delegato Novamont e presidente Terna, per „la sua puntuale, costante e innovativa attività di ricerca mirata a trovare importanti e significative soluzioni e applicazioni per impostare processi produttivi che mirino all’attuazione concreta dell’economia circolare e alla bioeconomia, cercando di imitare al massimo i processi naturali“.

Panda d’oro anche a Enrico Giovannini per „la sua attività tesa a indicare misurazioni del benessere e della ricchezza dello sviluppo umano diverse dalle attuali, che tengano realmente conto del grande valore della natura e del capitale naturale, attività che ha condotto ad un ampio dibattito politico economico e si è tradotto gradualmente in atti politici e impulsi efficaci per il business model di molte imprese“. È stato menzionato anche il Panda d’oro al direttore del Tg5 Clemente Mimun per „aver contribuito alla diffusione del messaggio di conservazione del Wwf per il bacino del Congo attraverso reportage e approfondimenti giornalistici dedicati negli ultimi due anni“.