Nel mondo 800 milioni persone soffrono fame, ma diminuisce sottoalimentazione

Nel mondo 800 milioni persone soffrono fame, ma diminuisce sottoalimentazione

Roma, 12 mag. – (AdnKronos) – Circa 800 milioni di persone ancora oggi nel mondo soffrono la fame, un individuo su nove, il 13% della popolazione complessiva. Diminuisce l’indice di sottoalimentazione, ovvero il numero dei sottoalimentati in rapporto alla popolazione a livello mondiale: dai circa 19 sottoalimentati ogni 100 persone del periodo 1990-1992, l’indice è passato al 10% circa, ma resta superiore al 30% nell’Africa sub-sahariana.

Dal momento che la popolazione continua a crescere e si prevede raggiungerà nel 2050 oltre 9 miliardi di persone, si rende necessaria entro quella data una crescita dell’agricoltura del 50%. Le conoscenze scientifiche e tecniche per raggiungere l’obiettivo ‚fame zero‘ ci sono già, ma per raggiungere questo traguardo è indispensabile un coraggioso impegno di tutti, volto ad affermare anche una forte volontà politica. E resta cruciale il ruolo dell’agricoltura.

E‘ quanto emerso dal Geoprogress Global Forum che ha riunito accademici, esperti e istituzioni internazionali, come la Fao, l’Ifad e l’associazione delle Ong (Focsiv) sui temi relativi alla geografia e alla sicurezza alimentare.

Stando a quanto emerso dall’incontro, l’emergenza si può risolvere attraverso lo sviluppo e la diffusione di innovazioni per aumentare le rese agrarie delle colture alimentari di gran parte dei Paesi sottosviluppati, bloccare l’espansione di produzioni di bio-carburanti a scapito di colture alimentari, ridurre l’inquinamento ambientale e gli input chimici, garantire la qualità e la salubrità dei cibi.

Secondo i rappresentanti delle agenzie delle Nazioni Unite, l’obiettivo ‚fame zero‘ si può raggiungere aumentando i loro aiuti a sostegno delle popolazioni più povere sostenendo così la crescita di redditi e produzione dell’agricoltura contadina, quella dei piccoli proprietari, nelle cui regioni vivono attualmente ben 2,5 miliardi di persone. Ma oltre agli aiuti, serve una visione macroeconomica, nazionale e internazionale, che integri agricoltura e sostegno al reddito dei poveri alle politiche energetica e ambientale, finanziaria e monetaria, di regolazione del commercio e del mercato mondiale.

Sul fronte della guerra alla povertà, ci sono iniziative positive riprese di recente dall’Unione Europea a favore dei Pma (Paesi meno avanzati), come quelli dell’Africa Sub-Sahariana dove la povertà, contrariamente alla media mondiale, si è aggravata: l’Accordo di Cotonou del 23 giugno 2000 con gli Stati Acp (Africa-Caraibi-Pacifico), la decisione di liberalizzare tutte le importazioni provenienti dai Pma (salvo le armi) e le posizioni assunte per la III Conferenza delle Nazioni Unite sui Pma (Commission européenne, 2001).