Il modello Milano di raccolta differenziata arriva in Mozambico con il progetto Quelimane Limpia

È stato inaugurato a Quelimane, quarta città del Mozambico e capoluogo della Zambesia, il centro di compostaggio di Quelimane Limpia, progetto finanziato nel 2016 dall’Unione Europea, cofinanziato dalla Regione Lombardia e Fondazione Peppino Vismara, realizzato dalla municipalità di Quelimane con il supporto del Comune di Milano, Celim, CetAmbLab, Amsa-Gruppo A2A.

Per facilitare il sistema di raccolta dell’organico nella città africana è stato adottato il “modello Milano”, messo a punto da Amsa, società del Gruppo A2A, e Novamont, per i mercati scoperti milanesi che si basa sull’utilizzo di sacchi biodegradabili e compostabili in Mater-Bi da 80 litri e reggi sacco.

Nelle scorse settimane, infatti, sono stati installati all’interno del mercato di Quelimane i reggi sacco con i sacchi in Mater-Bi, sono stati posizionati 150 cestoni stradali per migliorare il servizio di raccolta stradale ed è stata svolta un’attività di sensibilizzazione delle comunità. Infine, sono stati razionalizzati gli itinerari di vuotatura dei 54 container stradali che, insieme alle 12 ecoisole, costituiscono l’attuale rete di raccolta dei rifiuti solidi urbani.

Il progetto Quelimane Limpia avrà la durata di due anni e mezzo e prevede:

  • l’ampliamento e il miglioramento dei servizi di raccolta in carico all’impresa municipale principalmente attraverso la formazione degli addetti e la fornitura di mezzi e contenitori;
  • la creazione di micro-imprese legate alla gestione e al riciclo di rifiuti, in particolare plastica e materiale organico, attraverso servizi micro-finanziari per i primi investimenti, attività di formazione e assistenza, fornitura di mezzi e attrezzature di lavoro;
  • la costruzione e l’equipaggiamento di un centro di compostaggio e un centro per il trattamento della plastica e la formazione tecnica del personale;
  • il coinvolgimento della società civile attraverso campagne di sensibilizzazione, materiale divulgativo ed educazione ambientale nelle scuole;
  • la promozione dell’uso di compost tra i contadini.