La raccolta differenziata a Milano: un’eccellenza tutta italiana

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La raccolta differenziata in Italia sta andando benone: l’ultimo Rapporto rifiuti Ispra 2015 afferma che sono 13.4 le milioni di tonnellate di rifiuti riciclati, con un aumento del 3% rispetto all’anno precedente.

In parallelo, Legambiente anche i “Comuni ricicloni” italiani, ovvero quelli con un tassi di riciclo rifiuti pari o superiore al 65% del totale—come previsto dalla normativa in vigore—stanno crescendo, arrivando a essere 1.328. Ciò che però davvero stupisce sono le grandi città.

Sebbene nessuna città italiana sopra il milione di abitanti riesca ancora a rientrare nei parametri stabiliti dalla normativa, la penisola ospita un’eccellenza: Milano è la prima grande città di Italia per raccolta differenziata, con il 50% del totale toccato nella prima metà del 2014—nonché la seconda d’Europa, subito dopo Vienna.

Per esempio, solo a Milano nel 2014 sono state registrate 550 mila tonnellate di carta e cartone riciclati, 3 punti percentuali in più rispetto all’anno precedente per un totale di 56.3 chili per abitante—la media nazionale, invece, rimane stabile attorno ai 52 chilogrammi per abitante.

Non è solo la città di Milano a stupire, ma anche la sua attuale branca principale: Expo. Dopo 4 mesi dall’apertura si sono sfiorate punte del 70% del riciclo dei rifiuti totali prodotti, e un rapporto Conai relativo al primo mese di apertura afferma fieramente che, “I quantitativi avviati a riciclo nei primi 30 giorni di Expo Milano 2015 permettono di produrre 17.031 felpe di pile (PET), 506 panchine (plastiche miste), 4.168 chiavi inglesi (acciaio), 199 caffettiere (alluminio), 149 armadi (legno), 593.644 scatole per scarpe (carta e cartone), 152.075 bottiglie (vetro) e 17.584 kg di compost (organico) destinato al verde pubblico della città, per citare solo alcuni dei prodotti, o ri-prodotti, più comunemente generati a partire da materia prima riciclata.”

Milano rappresenta un’eccellenza nel processo di raccolta differenziata dei rifiuti tale da essere studiato anche all’estero, e proprio in questo processo NOVAMONT, col suo MATER-BI, ha giocato e sta giocando un ruolo molto importante, avendo contribuito alla diffusione della raccolta dell’umido nella città attraverso una prima fornitura di sacchetti biodegradabili e compostabili in MATER-BI e, successivamente, con azioni mirate volte alla sensibilizzazione dell’amministrazioni pubbliche e dei cittadini.

L’efficienza dei servizi AMSA, che proprio qualche settimana fa sono stati promossi a pieni voti dai cittadini milanesi con un voto di 7.5 punti su 10, legata alla collaborazione NOVAMONT ha permesso sin da subito, nel novemebre 2012, di avviare la raccolta dei rifiuti organici in maniera ben più che efficace, fino a raggiungere un totale di 90 chilogrammi di rifiuti organici l’anno per abitante.

Secondo Milano Today, “dodici delegati provenienti da Scandinavia, Germania, Inghilterra, Austria ed Estonia hanno potuto conoscere tutti i passaggi del ciclo dei rifiuti della città di Milano, grazie agli approfondimenti forniti da Comune, Amsa e A2a e attraverso un tour alla scoperta delle modalità di recupero e smaltimento, dalla raccolta porta a porta al termovalorizzatore di Silla 2.”

È evidente, quindi, quanto il modello meneghino stia non solo influenza l’output di rifiuti della città, ma la percezione della città stessa all’estero, ormai considerata un passaggio obbligato per chiunque voglia portare avanti un processo valido e ragionato che possa portare ad un incremento dell’ecosostenibilità di un agglomerato urbano.