Gli effetti della normativa

effetti normativa

comparto
biobased

Effetto leva sul comparto biobased e opportunità di integrazione con la chimica tradizionale:
creazione di un clima favorevole ad investimenti ad alto rischio come volano per la crescita del Paese.

In particolare:

  • sviluppo di prodotti collegati alle bioplastiche come gli additivi per gomme, i biolubrificanti, prodotti per agricoltura a basso impatto, ecc., che vede lo “sfruttamento” delle bioplastiche come driver di innovazione di sistema;
  • potenziale di mercato di circa 150.000 ton/anno, con opportunità di attivare una filiera industriale integrata rilevante per il Paese e per il settore della chimica;
  • volume d’affari potenziale di circa 1,5 miliardi di euro, con la creazione di diverse migliaia di posti di lavoro per la produzione di materie prime e per l’indotto di impianti di trasformazione, produzione dei prodotti finiti e commercializzazione;
  • induzione di ulteriori iniziative industriali oltre il sacco per l’asporto merci, in considerazione del fatto che il consumo di plastiche in Italia è pari a circa 7 milioni di tonnellate, di cui almeno 2 milioni di applicazioni usa e getta;
  • maggiore fiducia delle aziende attive nel settore ad affrontare con decisione i propri investimenti e delle banche a concedere finanziamenti, il tutto senza esborsi da parte dello Stato;
  • opportunità per i produttori di sacchi per l’asporti merci di riqualificare le produzioni ampliando la gamma dell’offerta e diminuendo il rischio della competizione asiatica, molto pesante in questo settore, utilizzando gli impianti esistenti.

 

mondo
agricolo

Effetto leva sul mondo agricolo: industria e agricoltura sempre più alleate in una missione comune di rilancio delle risorse locali e degli ecosistemi.

In particolare

  • creazione di filiere agricole sostenibili e integrate con le produzioni industriali, attivanti nuove collaborazioni tra mondo agricolo e industriale. Riuscire in questo significherà essere in grado di esportare un modello italiano rivoluzionario di Bioraffineria integrata di terza generazione e offrire significative opportunità di differenziazione di reddito e di crescita per il mondo agricolo;
  • disponibilità e massimizzazione dell’utilizzo di scarti agricoli per
    l’autogenerazione di energia, sfruttabili anche per la produzione di nuovi intermedi chimici rinnovabili attraverso l’attivazione di nuove tecnologie;
  • massimizzazione dell’uso di terreni contaminati attraverso colture dedicate locali atte a rinvigorire il suolo e agire in termini di “soil remediation”;
  • uso di compost di qualità in agricoltura per il contrasto della desertificazione dei suoli.

 

Ambiente

Effetti sull’ambiente: impulso alle raccolte differenziate e a un compost di alta qualità.

In particolare:

  • contributo significativo alla riduzione di gas con effetto serra, con miglioramento del riciclo di tutto il rifiuto e disponibilità di compost di qualità;
  • aumento della qualità della frazione organica raccolta separatamente (evitando la contaminazione da residui plastici) e impulso a pratiche diffuse di raccolta differenziata in tutto il Paese;
  • diminuzione dell’uso dei sacchi usa e getta (inquinanti del mare e tra i prodotti a più alto rischio di dispersione nell’ambiente) dal 35 al 50% nella grande distribuzione.

 

Cittadini
e società

Effetti sui cittadini e la società: crescita ed occupazione attraverso il motore propulsivo
di settori di nicchia fortemente innovativi.

In particolare:

  • incentivazione della ricerca nel settore dei prodotti “bio-based”, con possibilità di rivitalizzare la formazione scientifica dei giovani, di creare start-up, di spingere l’interazione tra imprese, università, centri di ricerca;
  • aumento della sensibilità dei cittadini per il fine vita dei prodotti e per la promozione di pratiche più sostenibili;
  • opportunità di impiego occupazionale in zone fortemente intaccate dalla crisi, grazie ai virtuosi processi di conversione di impianti in bioraffinerie in corso in Italia.